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FAQ

L’infertilità è una patologia complessa ed è normale avere dubbi. In questa sezione abbiamo raccolto alcune delle domande che più frequentemente ci vengono rivolte dai pazienti.

Quando si può parlare di infertilità?

Una coppia viene definita infertile dopo 12-24 mesi di rapporti mirati cui non è seguita la gravidanza. Si tratta però di un valore medio che varia sensibilmente in base a diversi parametri, come l’età della donna. Nel conteggio del tempo di “prova” inoltre, va calcolato anche il periodo in cui la coppia non ha utilizzato contraccettivi, indipendentemente dal cercare o meno una gravidanza. Fondamentale è l’anamnesi di entrambi i partner, oltre a controlli andrologici e del liquido seminale, dal momento che non sono invasivi e possono far risparmiare molto tempo prezioso.

Chi può accedere alle tecniche di Pma?

L'accesso alle tecniche di Pma è regolato dalla legge 40 del 2004, secondo cui questo è consentito esclusivamente alle coppie formate da maggiorenni eterosessuali, coniugate o conviventi, in cui entrambi siano viventi e in età potenzialmente fertile. È quindi vietata la fecondazione eterologa, cioè l’utilizzo di gameti - ovociti o spermatozoi - di donatori esterni alla coppia, e la cosiddetta "maternità surrogata" (il ricorso all’utero di un’altra donna).

È possibile interrompere il trattamento in qualsiasi momento?

Fino ad aprile del 2009 il trasferimento degli embrioni doveva essere effettuato il prima possibile senza pregiudizio della salute della donna, la cui volontà poteva essere revocata solo fino al momento della fecondazione dell'ovulo. Con la sentenza 151/2009 però, la Corte Costituzionale ha dichiarato tale modo di procedere anticostituzionale. Attualmente, quindi, il consenso può essere revocato in qualsiasi momento precedente al trasferimento dell'embrione.

 

Esiste ancora il "limite dei tre embrioni"?

Il primo aprile del 2009 la Consulta ha stabilito che la legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (Pma) è in parte anticostituzionale. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato illegittime la frase contenuta nel comma 2 dell'articolo 14, che prevede la formazione di un numero massimo di tre embrioni da impiantare tutti insieme nell'utero (sentenza 151/2009).

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