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Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer - FIVET

20 settembre 09 

La Fivet è una metodica molto diffusa che consente il trattamento di diverse disfunzioni sia maschili sia femminili. Le fasi del trattamento sono molteplici, e ognuna è di fondamentale importanza per la buona riuscita dell'intero processo.

Stimolazione della funzione ovarica
La prima fase prevede la stimolazione della funzione ovarica per indurre una crescita multipla di follicoli. Questo è necessario perché in vitro (cioè in laboratorio) le probabilità che ogni singolo ovocita ha di essere fecondato e di svilupparsi in feto sono più basse rispetto alla norma. La crescita follicolare multipla consente di ottenere per una singola ovulazione un alto numero di ovociti, aumentando quindi le probabilità di ottenere la gravidanza.

I livelli degli ormoni FSH (ormone follicolo stimolante) e LH (ormone luteinizzante), che normalmente controllano la crescita follicolare, possono interferire con alcune modalità della stimolazione. Per questo motivo si preferisce inibire con i farmaci la loro azione, e sostituirli con ormoni che svolgono le stesse funzioni, somministrati dall'esterno secondo dosaggi studiati per ottenere una crescita multifollicolare e programmata.

Durante questa fase, la crescita follicolare viene attentamente seguita attraverso ecografie e dosaggi dell'estradiolo, l'ormone prodotto dai follicoli in fase di crescita, con lo scopo sia di determinare il momento migliore per prelevare gli ovociti sia di evitare una stimolazione eccessiva. Quando un certo numero di follicoli raggiunge il giusto stadio di crescita, viene indotta la fase finale di maturazione follicolare tramite la somministrazione dell'ormone HCG (gonadotropina corionica umana), la cui azione simula quella dell'LH.
 
Il prelievo degli ovociti
Dopo circa 36-37 ore dalla somministrazione di HCG, gli ovociti vengono prelevati dai follicoli. Ciò avviene con una semplice tecnica chirurgica in anestesia endovenosa: gli ovociti sono aspirati con un ago che penetra la parete vaginale, sotto controllo ecografico. In genere la paziente viene dimessa dopo circa due ore dall'intervento.

L'inseminazione in vitro
Poco dopo il prelievo degli ovociti, al partner viene chiesto di produrre, tramite masturbazione, un campione seminale. Ovociti e spermatozoi vengono quindi posti a contatto per un periodo di circa 16-18 ore, al termine del quale si accerta l'esito dell'inseminazione. È importante sottolineare che, per motivi non noti, il risultato complessivo di questa fase può variare notevolmente da caso a caso.

La coltura in vitro
Gli ovociti che mostrano segni di normale fecondazione (ootide o ovocita a due pronuclei) vengono mantenuti in coltura per altre 24-48 ore. Durante questo periodo i due pronuclei scompaiono formando lo zigote. A questa fase segue la prima divisione cellulare, momento in cui si è in presenza dell'embrione vero e proprio.

Il trasferimento degli embrioni
Tra le 48 e le 72 ore dal prelievo degli ovociti, gli embrioni vengono trasferiti con un catetere nella cavità uterina della paziente. Per la maggior parte delle pazienti il trasferimento risulta veloce e indolore. Raramente, nel caso di un accentuato restringimento del canale cervicale, può essere necessario il trasferimento transmiometriale (TTM), in cui gli embrioni vengono depositati nella cavità dell'utero con un ago.

Trascorse circa due settimane dal trasferimento, per conoscere l’esito del trattamento si effettua il dosaggio del ß-HCG, un ormone prodotto dall'embrione una volta che si è impiantato. È importante ricordare qui che il processo di impianto è una partita a due: la buona riuscita non dipenderà esclusivamente dalla qualità degli embrioni, ma anche dalla capacità dell'utero di accoglierli.

Si noti che ciascun embrione può impiantarsi indipendentemente dagli altri. Trasferendo quindi più di un embrione si aumentano le probabilità complessive di ottenere una gravidanza; parallelamente, però, aumenta anche il rischio di una gravidanza bi- o tri-gemellare.
 
Una corsa a ostacoli
Questa breve descrizione lascia intuire quanto l'intero processo del trattamento FIVET sia complesso e laborioso. È importante avere la consapevolezza che il procedere attraverso le varie fasi di trattamento può riservare difficoltà inattese. Per alcune pazienti la corsa può interrompersi a uno degli ostacoli iniziali, prima ancora del trasferimento degli embrioni. Nel 5-10 per cento dei casi, infatti, il trattamento viene sospeso durante la fase di stimolazione ovarica, spesso a causa di una risposta troppo modesta ai farmaci. In altre circostanze si può avere un risultato negativo dell'inseminazione o del primo ciclo di divisione cellulare.


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