Il percorso terapeutico
Le tappe della PMA
Il primo passo per la coppia che si rivolge a Tecnobios Procreazione è quello del colloquio preliminare: uno dei medici della nostra équipe valuterà la vostra storia clinica e vi prospetterà una diagnosi sulla base della quale decidere il trattamento più adatto.
Per formulare una diagnosi il medico potrà richiedere alcune analisi preliminari, sia all'uomo sia alla donna. Dai risultati di queste e dal colloquio, il medico sarà in grado di consigliare il trattamento più adatto, illustrando le procedure, le percentuali di successo, i rischi correlati al trattamento, i costi e tutte le implicazioni della Legge 40/2004 e della sentenza 151/2009.
Tutto ciò che a norma di legge è oggetto di discussione nel colloquio viene riassunto in un documento di consenso informato che dovrà essere firmato dalla coppia. Una copia del documento sarà consegnato ai partner insieme allo schema di terapia, alla lista degli esami previsti per l’accertamento di idoneità al trattamento anestesiologico e degli esami preconcezionali, necessari per evidenziare eventuali patologie che potrebbero rappresentare un rischio per il decorso della gravidanza e per il nascituro.
Stimolazione ovarica
La prima fase del trattamento prevede la stimolazione della funzione dell'ovaio, attraverso la somministrazione di ormoni che può variare in funzione del trattamento al quale ci si sottopone. La stimolazione ovarica serve per garantire la produzione di un numero adeguato di ovociti da parte della donna.
Monitoraggio
E' importante che i valori ormonali della donna sottoposta a stimolazione siano tenuti sotto controllo. Per questo è previsto il monitoraggio ecografico e ormonale delle pazienti che dovranno presentarsi negli orari concordati con un’infermiera e compresi tra le 8,30 e le 10,30 del mattino dal lunedì al venerdì, e tra le 8,30 e le 9,30 il sabato e la domenica. I controlli sono eseguiti la mattina così da poter avere i risultati dei dosaggi ormonali nella stessa giornata
Prelievo degli ovociti
Nel caso di FIVET o ICSI si procede quindi al prelevamento degli ovociti, che avviene con una semplice operazione chirurgica eseguita in anestesia totale. È importante che le pazienti si presentino al centro un’ora prima dell’ingresso in sala operatoria, in modo che possano sottoporsi all’intervento con serenità e senza affanno (non è quindi necessario un maggiore anticipo). La degenza dura in media tra le due e le tre ore, salvo condizioni cliniche non ottimali. Terminato il prelievo di ovociti, un medico provvederà a comunicare al partner il risultato del trattamento e l’orario presunto di dimissione. Nel rispetto della privacy di tutte le pazienti ricoverate, i compagni non potranno accedere alla sala di degenza.
Prelievo del campione seminale
All'uomo viene chiesto di produrre, tramite masturbazione, un campione seminale che, dopo opportuni trattamenti, nel caso della IUI viene trasferito nella cavità uterina, nel caso di FIVET viene trasferito in provetta a contatto con l'ovocita, nel caso di ICSI viene esaminato in modo da poter selezionare gli spermatozoi per fecondare ogni singolo ovocita.
Trasferimento di embrioni (transfer)
Una volta inseminati gli ovociti devono essere trasferiti nell'utero della donna. Le pazienti che eseguono FIVET o ICSI sono invitate a presentarsi al centro circa un quarto d’ora prima del trattamento. Una volta effettuato il transfer, le pazienti dovranno restare a riposo per circa dieci minuti, in modo che liquido iniettato si spanda uniformemente all’interno della cavità.
L'équipe professionale
Consulenza psicologica
Consulenza genetica
Alle coppie che intraprendono un trattamento di Procreazione Assistita (PA), Tecnobios Procreazione è in grado di offrire un servizio di consulenza genetica preconcezionale allo scopo di verificare se la condizione di infertilità derivi da cause di natura genetica o meno, e di stimare allo stesso tempo i rischi correlati a una eventuale gravidanza.
La consulenza si può richiedere in qualsiasi fase del trattamento di PA e prevede un incontro preliminare con il genetista e con i medici dell'unità di Procreazione Assistita, per individuare l'esistenza di una eventuale condizione di rischio genetico e predisporre i necessari accertamenti diagnostici. Le indagini comunemente richieste sono il cariotipo di entrambi i partner (che permette di evidenziare le anomalie dei cromosomi) e l’analisi del cromosoma Y per eventuali delezioni.
Tecnobios Procreazione fornisce anche un servizio di consulenza genetica prenatale, che ha la funzione di determinare quale sia l'accertamento diagnostico più idoneo per condurre indagini genetiche sull'embrione o sul feto. In particolare la consulenza ha lo scopo di illustrare gli aspetti specifici e le indicazioni per vari tipi di indagini, distinguibili in “non invasive” - ecografia del primo trimestre, tri-test del secondo trimestre, ecografia morfologica della ventesima settimana - e “invasive” - prelievi dei villi coriali (villocentesi), delle cellule del liquido amniotico (amniocentesi) e del sangue fetale (cordocentesi). Gli esiti delle indagini vengono resi noti dai medici dell’équipe, che assistono la coppia nel comprenderne le implicazioni.
Il percorso per l'autoconservazione degli ovociti
Il colloquio preliminare
Il percorso inizia con una consulenza preliminare (consulto) con un medico della nostra équipe, nel corso della quale viene valutata la storia clinica, illustrata la procedura, le percentuali di successo, i rischi correlati al trattamento e i costi.
Nella stessa seduta vengono consegnati lo schema di terapia e la lista degli esami previsti per l'accertamento di idoneità al trattamento anestesiologico e degli altri esami necessari per evidenziare eventuali patologie che possono sconsigliare il trattamento.
La stimolazione ovarica
La prima fase del trattamento prevede la stimolazione della funzione dell'ovaio, attraverso la somministrazione giornaliera di gonadotropine (ormoni prodotti dall'ipofisi, che stimolano a livello delle ovaie la crescita di follicoli) per via sottocutanea, in modo da ottenere una crescita multipla di follicoli, al cui interno si possono recuperare gli ovociti.
Durante la fase di stimolazione ovarica, la crescita follicolare viene scrupolosamente monitorata mediante prelievi ematici per il dosaggio dell'estradiolo ed esami ecografici transvaginali, mediamente a giorni alterni, per determinare il momento più appropriato per il recupero degli ovociti.
In questa fase, di durata variabile tra i sette e i dieci giorni, in relazione alla risposta soggettiva, le pazienti dovranno presentarsi presso il centro al mattino, in orari compresi tra le 8,30 e le 10,30 dal lunedì al venerdì, e dalle 8,30 alle 9,30 il sabato e la domenica. Tali fasce orarie sono motivate dalla necessità di avere a disposizione i risultati dei dosaggi ormonali nella stessa giornata in cui si eseguino i prelievi.
Il prelievo degli ovociti
Quando un numero sufficiente di follicoli ovarici raggiunge lo stadio preovulatorio, viene indotta la fase finale di maturazione follicolare. Dopo 36 ore, la paziente viene sottoposta al prelievo ecoguidato degli ovociti. Il prelievo consiste nell'aspirazione dei follicoli ovarici, tramite un ago attraverso la parete vaginale, sotto guida ecografica; si tratta di una procedura modicamente invasiva, eseguita in anestesia endovenosa, in regime di day-surgery.
Il giorno del prelievo le pazienti sono invitate a presentarsi al centro un'ora prima dell'ingresso in sala operatoria, un anticipo sufficiente a consentire di sottoporsi all'intervento in serenità e senza affanno. La degenza dura in media tra le due e le tre ore, salvo condizioni cliniche non ottimali.
Il congelamento degli ovociti
La fase successiva prevede la valutazione degli ovociti prelevati e il congelamento di quelli che presentano un grado di maturazione adeguato (metafase II) per la loro crioconservazione in azoto liquido, fino al momento in cui verranno scongelati per essere fecondati.
Le percentuali di sopravvivenza
La percentuale di sopravvivenza degli ovociti dopo scongelamento, nella casistica Tecnobios Procreazione, è attualmente (febbraio 2007) attorno al 68 per cento (Reproductive Biomedicine Online 14,64-71). Sulla base di questo dato viene considerato auspicabile congelare almeno una decina di ovociti.
Le percentuali di gravidanza
Presso i centri Tecnobios Procreazione sono state ottenute, tra gennaio del 2005 a dicembre del 2006, 115 gravidanze da ovociti scongelati, che corrispondono a una percentuale del 16,5 per cento per trasferimento embrionale.
Ovviamente percentuali più alte si hanno in pazienti più giovani: nelle donne con meno di 35 anni la percentuale sale al 20,6 per cento per ogni trasferimento embrionale, mentre nelle donne che hanno superato i 40 anni scende al 6,1 per cento.
La metodica di fecondazione
La fecondazione degli ovociti che sono stati crioconservati avviene con la microiniezione (metodo ICSI), indipendentemente dalla qualità del campione seminale. Questo perché si verifica un indurimento della membrana esterna dell'ovocita (zona pellucida) che potrebbe comportare la mancata penetrazione dello spermatozoo.
Il congelamento di ovociti è una tecnica tuttora in fase di sperimentazione; per questo, stimare il rischio di anomalie cromosomiche, malformazioni, patologie neonatali è molto difficile, ma è presumibile che l'incidenza di tali eventi sia sovrapponibile a quella rilevata nei bambini nati dopo FIVET o ICSI eseguite con ovociti freschi. Nella nostra esperienza, fra tutti i bambini nati da ovociti congelati si sono verificati, ad oggi, un caso di malformazione e un caso di anomalia genetica.
Equipe
Lavorano in Tecnobios oltre trenta operatori tra medici ginecologi, biologi e sanitari, per la maggior parte formatisi alla Scuola di Fisiopatologia della Riproduzione dell’Università di Bologna, sotto la guida del professor Carlo Flamigni. Continua
Ultime news
-
17 agosto 10
Un modello matematico per la probabilità di successoI ricercatori della Stanford University hanno messo a punto uno strumento prognostico per stabilire la probabilità di gravidanza in base ai dati raccolti durante il primo ciclo IVF. Il sistema tiene conto di 52 fattori
-
31 luglio 10
Un difetto immunologico tra le cause dell’aborto spontaneoLe Natural Killer e i linfociti Treg aiutano la crescita del feto nella placenta. Per questo un loro deficit può portare all’interruzione di gravidanza. La scoperta del Gaslini, dell’IST e dell’Università di Genova
