Tecnobios

Il percorso per l'autoconservazione degli ovociti

28 ottobre 09 

Il colloquio preliminare
Il percorso inizia con una consulenza preliminare (consulto) con un medico della nostra équipe, nel corso della quale viene valutata la storia clinica, illustrata la procedura, le percentuali di successo, i rischi correlati al trattamento e i costi.

Nella stessa seduta vengono consegnati lo schema di terapia e la lista degli esami previsti per l'accertamento di idoneità al trattamento anestesiologico e degli altri esami necessari per evidenziare eventuali patologie che possono sconsigliare il trattamento.
 
La stimolazione ovarica

La prima fase del trattamento prevede la stimolazione della funzione dell'ovaio, attraverso la somministrazione giornaliera di gonadotropine (ormoni prodotti dall'ipofisi, che stimolano a livello delle ovaie la crescita di follicoli) per via sottocutanea, in modo da ottenere una crescita multipla di follicoli, al cui interno si possono recuperare gli ovociti.

Durante la fase di stimolazione ovarica, la crescita follicolare viene scrupolosamente monitorata mediante prelievi ematici per il dosaggio dell'estradiolo ed esami ecografici transvaginali, mediamente a giorni alterni, per determinare il momento più appropriato per il recupero degli ovociti.

In questa fase, di durata variabile tra i sette e i dieci giorni, in relazione alla risposta soggettiva, le pazienti dovranno presentarsi presso il centro al mattino, in orari compresi tra le 8,30 e le 10,30 dal lunedì al venerdì, e dalle 8,30 alle 9,30 il sabato e la domenica. Tali fasce orarie sono motivate dalla necessità di avere a disposizione i risultati dei dosaggi ormonali nella stessa giornata in cui si eseguino i prelievi.

Il prelievo degli ovociti

Quando un numero sufficiente di follicoli ovarici raggiunge lo stadio preovulatorio, viene indotta la fase finale di maturazione follicolare. Dopo 36 ore, la paziente viene sottoposta al prelievo ecoguidato degli ovociti. Il prelievo consiste nell'aspirazione dei follicoli ovarici, tramite un ago attraverso la parete vaginale, sotto guida ecografica; si tratta di una procedura modicamente invasiva, eseguita in anestesia endovenosa, in regime di day-surgery.

Il giorno del prelievo le pazienti sono invitate a presentarsi al centro un'ora prima dell'ingresso in sala operatoria, un anticipo sufficiente a consentire di sottoporsi all'intervento in serenità e senza affanno. La degenza dura in media tra le due e le tre ore, salvo condizioni cliniche non ottimali.

Il congelamento degli ovociti
La fase successiva prevede la valutazione degli ovociti prelevati e il congelamento di quelli che presentano un grado di maturazione adeguato (metafase II) per la loro crioconservazione in azoto liquido, fino al momento in cui verranno scongelati per essere fecondati.

Le percentuali di sopravvivenza
La percentuale di sopravvivenza degli ovociti dopo scongelamento, nella casistica Tecnobios Procreazione, è attualmente (febbraio 2007) attorno al 68 per cento (Reproductive Biomedicine Online 14,64-71). Sulla base di questo dato viene considerato auspicabile congelare almeno una decina di ovociti.

Le percentuali di gravidanza
Presso i centri Tecnobios Procreazione sono state ottenute, tra gennaio del 2005 a dicembre del 2006, 115 gravidanze da ovociti scongelati, che corrispondono a una percentuale del 16,5 per cento per trasferimento embrionale.

Ovviamente percentuali più alte si hanno in pazienti più giovani: nelle donne con meno di 35 anni la percentuale sale al 20,6 per cento per ogni trasferimento embrionale, mentre nelle donne che hanno superato i 40 anni scende al 6,1 per cento.

La metodica di fecondazione
La fecondazione degli ovociti che sono stati crioconservati avviene con la microiniezione (metodo ICSI), indipendentemente dalla qualità del campione seminale. Questo perché si verifica un indurimento della membrana esterna dell'ovocita (zona pellucida) che potrebbe comportare la mancata penetrazione dello spermatozoo.

Il congelamento di ovociti è una tecnica tuttora in fase di sperimentazione; per questo, stimare il rischio di anomalie cromosomiche, malformazioni, patologie neonatali è molto difficile, ma è presumibile che l'incidenza di tali eventi sia sovrapponibile a quella rilevata nei bambini nati dopo FIVET o ICSI eseguite con ovociti freschi. Nella nostra esperienza, fra tutti i bambini nati da ovociti congelati si sono verificati, ad oggi, un caso di malformazione e un caso di anomalia genetica.


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